Caro Mauro

Caro Mauro,

Non ho ancora compreso cosa è accaduto. Mi sento pieno di rabbia. Ci conosciamo da diverso tempo, circa 15 anni. Iniziavamo ad impostare la nostra vita, tu con Luisa, io con Natalia. Poi quella bellissima vacanza a Ginostra che porteremo sempre nei nostri cuori. Sei e sarai sempre il mio amico podista. Proprio noi, così diversi per interessi, carattere, desideri, abbiamo trovato questo fenomenale punto di contatto. Noi che in fondo abbiamo scelto e fatto vite diverse. Si, la corsa. A un certo punto, abbiamo scoperto di avere questa passione comune. Inizialmente al lago, le prime corse, i primi tempi, i primi scambi di idee, emozioni, consigli. Questa reciproca passione per la fatica. Entrambi convinti che nella vita ci vuole disciplina e sacrificio per ottenere un risultato e, soprattutto, per poter apprezzare le cose fino in fondo. Per sentirsi in pace con se stessi. Per avere una sensazione di profondo benessere. Abbiamo iniziato a correre insieme, a misurarci, a gestire la fatica, a farci coraggio. E durante queste ore insieme abbiamo parlato tanto. Abbiamo massimizzato la fortuna di trovarci in due, consapevoli che il podista è spesso condannato al silenzio durante i suoi allenamenti, abbiamo approfittato per conoscerci come prima non avevamo mai fatto. Mi porterò queste ore passate insieme dentro. Perchè ci siamo regalati delle esperienze profonde, delle emozioni grandi. E abbiamo fatto diverse gare insieme, che ci hanno fatto passare intere giornate a parlare di tutto. Tu mi hai sempre battuto, tranne quella di Miguel del 2008 (tu eri nettamente in forma discendente, mentre io al top). Avevi un grande talento per la fatica: testa e grande cuore. Ti allenavi meno della metà del sottoscritto per poi fare risultati che il sottoscritto non è mai riuscito a fare…. Che invidia! Mezza maratona di Grosseto. Partiamo il giorno prima per dormire in loco e arrivare pronti alla gara di prima mattina. Ricordo il ritiro dei pettorali allo stadio dell’atletica. Alcune domande sul percorso, sui partecipanti, sulle previsioni del tempo… poi la sera una grande mangiata di pastasciutta che tu hai cucinato mettendo in piedi un sugo niente male e subito a letto. Sveglia prestissimo. Concentrati per fare il tempo. Scendiamo per le colline maremmane a commentare i colori della giornata, la bellezza del paesaggio fino a Marina di Grosseto per la partenza. Via, subito a buon ritmo. Io, consapevole della tua forza, come spesso accadeva durante le gare mi mettevo a traino e mi facevo “spingere”. Poteva essere la gara giusta per fare “il tempo”, se non fosse stato per quel maledetto maestrale in faccia che avrebbe spazzato via qualsiasi cosa, non potevamo far altro che correre in gruppo. Poi verso il decimo chilometro mi accorgo della scarpa slacciata. Mi devo fermare e ti perdo… e perdo anche il gruppo…la mia gara è definitivamente compromessa, arrivero’ fra mille sofferenze (con sette minuti di ritardo da te!). Tu all’arrivo con un ottimo tempo, 1h 38’, eri felice, libero, avresti rifatto tutto all’istante. Mezza maratona di Civitavecchia. Partiamo da Roma prestissimo e arriviamo in grande anticipo per il ritiro dei pettorali e il riscaldamento in riva al mare. Tu hai la febbre, non corri da giorni e mi dici che questa gara la facciamo tutta assieme. Partiamo quindi e capisco subito che non sei lo stesso di sempre per l’influenza che ti porti dietro. Anche questa volta il vento si fa sentire. Riusciamo a tenere un buon ritmo e parliamo, parliamo sempre. Mi racconti le tue esperienze di insegnante, le tue insicurezze, la tua voglia di lavorare con i ragazzi. Di essere per loro una guida. E capisco quanto è importante per te capirli, riuscire a essere un riferimento. Ho capito quanto credevi nel lavoro che facevi, quanto volevi esserne all’altezza e quanto fosse importante per te riuscirci. Ho capito che avevi il dono dell’insegnamento – un mestiere che non si può e non si deve fare senza possederne il talento -. Ho capito da come raccontavi la tua passione, come per la corsa e per i tuoi tanti interessi, avevi il talento per farlo in modo speciale. Si per me eri una persona piena di talenti e, per questo, anche molto severa con te stesso e perfezionista. Ma innanzi tutto mi ha colpito l’amore che avevi per i ragazzi, il grande rispetto per loro e la fiducia che gli avevi concesso senza condizione. Attraverso la capacità di credere nei tuoi ragazzi, credevi nel futuro. Verso il 18° chilometro ti “libero”, le tue gambe girano bene adesso, nonostante la febbre, ti dico vai! Magari riesci ad andare sotto l’ora e 40! (sarà 1h e 40…). Il rientro è fatto di discussioni sulla corsa, su come migliorarsi, come allenarsi, cosa mangiare… ma soprattutto si parla delle emozioni della fatica, della gioia all’arrivo e del perché si decide di sacrificare tanto sudore e tenpo per una cosa del genere. L’ultima gara partecipata da entrambi è stata il 20 giugno del 2009. La Corriroma. Una splendida mezza maratona notturna per l’Appia antica con partenza e arrivo al Colosseo. È l’ultima gara che abbiamo fatto entrambi. Sapevamo di esserci, ma non ci siamo incontrati. Troppa gente e confusione. È stato bello lo stesso, sei il mio amico podista e già allora ti dissi che quando corro ti sento vicino, una percezione istintiva che continuerò ad avere sempre.

 

Alessandro

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La meraviglia della semplicità

“Le esperienze che ho avuto finora come autore e come insegnante, attività che io considero vicine e permeabili tra loro, mi hanno mostrato che si può trovare la meraviglia nella semplicità.
In un’epoca in cui assistiamo spesso alla ricerca compulsiva del superfluo è importante lavorare per far in modo che le persone, ma soprattutto i bambini e i ragazzi, scoprano questa possibilità.
Credo che una simile conquista possa essere considerata davvero un piccolo miracolo necessario.”

Mauro Evangelista

Saremo alberi

Caro Mauro,

forse l’immagine che più ti si addice in questo momento è (proprio) quella dell’albero, così come tu stesso l’hai descritto e rappresentato nel bosco tattile: “Gli alberi – hai detto – sembrano il collegamento tra la terra e il cielo. Si protendono verso l’alto con  i loro rami e, verso il basso, con le radici nel terreno”.

Anche tu, infatti, – come l’albero – hai messo radici profonde in questa terra: i valori umani, le convinzioni, gli ideali e i progetti che abbiamo condiviso hanno superato le asperità del terreno – questa vita spesso così difficile – si sono nutriti della linfa dell’amicizia e della gioia di vivere e oggi rimangono più che mai radicati in noi, nei tuoi alunni, in tutti coloro che, anche per poco, ti hanno conosciuto.

Anche da te – come dal tronco dell’albero –  oggi i rami della tua vita, carichi di esperienze e frutti,  si protendono verso il cielo, verso l’infinito…

Caro Mauro,

è triste e inaccettabile dover lasciare che i tuoi folti rami tocchino il cielo, sarà doloroso non poter contare più sulla tua presenza e sui tuoi gesti appassionati e sinceri…

Caro Mauro,

guardare l’albero della tua vita, però, ci riempie soprattutto di sentimenti di gratitudine, perché ci rimangono le radici profonde e i frutti maturi che abbiamo avuto il privilegio di conoscere e apprezzare…

Caro Mauro,

noi faremo tesoro del tuo insegnamento…come i tuoi alunni, anche noi – messi di fronte al tuo quotidiano lavoro – abbiamo imparato la “meraviglia nella semplicità”, siamo riusciti a percepire “la pelle” delle cose… Se ora potessi toccare il nostro dolore lo troveresti acuto e bruciante….

Caro Mauro

GRAZIE. Non erano nel tuo stile le situazioni tristi e seriose, figuriamoci i discorsi di saluto…Scusaci, ma non ci sono altre parole adatte, sentiamo il bisogno di gridarlo a tutti che sei una persona speciale, un educatore straordinario, un artista creativo e sensibile…un “puro di cuore”, capace di cogliere l’essenza di persone e cose, capace di trasformare e migliorare tutto ciò che ha intorno, capace di andare oltre le apparenze e tirar fuori da ciascuno la parte migliore…

“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio…”

GRAZIE Mauro

Da lassù continua a guardarci…proveremo a guardare il mondo con i tuoi occhi … ricorderemo il tuo sguardo carico di tenerezza  e troveremo la forza di continuare il tuo lavoro..

Ciao, Mauro. Stringiti ancora una volta a noi, tra le lacrime e la struggente nostalgia, ti abbracciamo forte forte…Ne senti il calore?

Vai, Mauro, le persone come te hanno da fare anche in paradiso…noi rimaniamo qui, all’ombra dei tuoi robusti rami….CIAO

I TUOI COLLEGHI

Il ricordo di Luca e Fatima

E’ stato inserito come commento, ma abbiamo ritenuto opportuno pubblicarlo. E’ il ricordo di una mamma e di un figlio molto particolare, che il prof. Evangelista era riuscito a valorizzare come nessun altro aveva fatto. Parole molto belle e intense.

 

A QUALCUNO MOLTO SPECIALE
Tutti noi diamo per scontato il dono della vita, come un regalo che ci appartiene, scordandoci che, al contrario, usufruiamo per un tempo limitato di questa gioia e il cronometro sta nelle mani di qualcuno o qualcosa che cerchiamo di definire o spiegare come il caso, il destino, la sorte, Dio… Forse non troveremo mai una risposta ai nostri “come” e ai nostri “perché”…
Certe volte vediamo il fragile respiro della vita attaccato ad un corpo che già è spento dagli anni, dalle sofferenze, senza riuscire a staccarsi e volare. Altre volte rimaniamo atterriti nel dover accettare che la vita venga strappata, sventrata, rubata da corpi, menti, cuori pieni di forza, entusiasmo, sogni, amori. Morte nella essenza della vita.
Un amico sostiene che la vita sia una grande “fregatura”…. ritenendomi ottimista, io spesso lo contraddico dicendo che in ogni cosa c’é sempre un lato positivo… la luce del sole riesce sempre ad entrare in ogni finestra del mondo e sono tantissime…per ogni cosa c’e sempre un perché… ma … in certi momenti, penso che abbia ragione.
C’e soltanto un perdere… un ricominciare: si perde l’innocenza dell’ infanzia, si perde la spensieratezza dell’ adolescenza, si invecchia acquistando saggezza, ma si perdono le forze, l’autonomia, la dignità dell’uomo che deve dipendere da altri e spera di avere rispetto da chi lo accudisce. Infine si perde la fiducia nel prossimo, nel futuro.
Il tuo prossimo che per una stupida manovra…uno sportello che si apre … in una manciata di secondi spazza via una vita preziosa e ne distrugge irrimediabilmente tante altre. Genitori che vedono un figlio che li precede nella morte; una moglie senza il suo compagno, amico, sostegno; figli che non avranno più la possibilità di gioire, imparare a crescere con il loro papà e nulla lo potrà sostituire. Una vita spenta quando ancora aveva tanto da brillare… sogni nel cassetto… cose incompiute… frasi da dire… gesti… carezze da ricevere e donare, tanto sentimento troncato, senza preavviso… rimane solo il vuoto… il dolore… e tanta rabbia.
Le persone importanti non sono soltanto quelle che fanno grandi imprese o scoperte, sono anche quelle che con discrezione e delicatezza entrano nella vita di qualcuno e rimangono impresse nella loro mente e nei loro cuori con gesti, parole, ascolti pieni di significato.
Questo è stato il professor Mauro Evangelista per me e per mio figlio… e desideriamo ricordarlo così…
Qualcuno che guarda il suo prossimo oltre il campo visivo, nella sua essenza. Un artista che interpreta e capisce l’opera più grande del mondo, del creatore: l’uomo, la persona o semplicemente un adolescente che “gattona” rincorrendo la vita… Una vita che per un ragazzo di 13/14 anni appare così complicata, così conflittuale, cosi piena di adulti con mille richieste, mille aspettative che magari non condivide o non comprende.
I nostri ragazzi spesso si mostrano con atteggiamenti che noi adulti, presi dalle nostre limitazioni culturali o sociali, non riusciamo a decodificare. Spesso non sappiamo interpretare le loro fragilità e insicurezze travestite con comportamenti a volte sfrontati o ribelli. Soltanto chi va oltre è in grado di capire, tradurre un disagio, un’insicurezza, una paura. Paura di crescere, di fare parte di un mondo traballante, che oscilla tra quello che viene insegnato a casa e a scuola e i superficiali esempi di vita che trovano tramite i mezzi di comunicazione o all’esterno delle loro case.
I ragazzi si accorgono quando incontrano qualcuno che li sa ascoltare, che con loro sa parlare, condividere il sapere e a sua volta, con grande umiltà, si apre ad imparare il loro mondo, il loro colore, il loro cuore.
Qualcuno che con occhi timidi e costante sorriso ha insegnato ai ragazzi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, l’arte della vita, del cercare dentro di sé l’autostima, il proprio valore, la propria strada.
Voglio credere che ci sia un senso perché questa persona così speciale oggi non c’e più fisicamente…
Mahatma Gandhi ha detto: “ L’uomo vive dove abita la sua anima, non dove si trova il suo corpo”.
Voglio credere che l’eternità esista anche qui… che sia il ricordo indelebile di una persona speciale che ha lasciato il segno nella nostra vita…. una persona che rimarrà in noi per sempre.
GRAZIE MAURO….
Fatima e Luca Salvatori

….. Voglio gridare che la vita è indistruttibile, nonostante la morte;
che la speranza è la brezza che spazza la disperazione;
che l’altro è un fratello prima d’essere un nemico;
che non bisogna mai disperare di se stessi e del mondo;
che le forza che sono in noi sono forze che possono sollevarci
e sono inesauribili;
che si deve parlare l’amore, e non parole di tempesta e caos;
che la vita comincia oggi e ogni giorno,
e che è speranza.

M. Gray

Di che colore è l’infinito?

Come abbiamo già detto, il genio creativo di Mauro Evangelista non si esprimeva solo nell’arte dell’insegnamento dell’arte ma anche nell’illustrazione di libri tattili. Un ricordo sul sito della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi. http://www.libritattili.prociechi.it/lt/

Il libro di Mauro Evangelista

Mauro Evangelista, oltre ad essere un insegnante d’arte, era anche un autore di libri un po’ speciali, come lui del resto.

Il 5 dicembre alla Fiera di Roma sarà presentato il suo libro sugli alberi edito da Artebambini.
Immagino con un misto di gioia e di rabbia la soddisfazione che avrebbe provato alla prima presentazione del suo libro.
Ma noi ci saremo! Tutti insieme.
Perchè la magia della sua creatività continui a lasciare un segno…

L’ appuntamento è per tutti domenica 5 dicembre alle ore 11.30, alla fiera Più libri, spazio ragazzi del Palacongressi.

Rosanna Labalestra


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