Febbraio 10, 2009

Il liceo? ancora no, grazie.

Dicevamo: due settimane passate in un liceo. Vi abbiamo chiesto impressioni e opinioni. Ecco un po’ di testimonianze:

“Andare al liceo è stata un’esperienza nuova. Ha avuto cose negative e positive. Negative come i banchi completamente scritti con i pennarelli, gli incontri con i liceali che fumavano sempre e i bagni sporchissimi. Positive come la grande e spaziosa aula e le sole tre ore di scuola.” (Anonimo, IIB)
“…la mattina io andavo sempre a mangiare un kebab e ciò mi è piaciuto molto…” (Giacomo, IC)
“il Newton si dovrebbe guadagnare un posto (magari il primo) nella scala delle demolizioni…” (Francesco P. IIB)
“Credo che il primo giorno i ragazzi del liceo non l’abbiano presa bene…dicevano -ma chi so’ questi?- oppure -uhhhh, i bimbi!- che spietati!” (Arianna, IC)
“Spero di non tornarci” (Ricardo, IC)
“ho visto ragazzi più grandi di me che nonostante l’età parlavano peggio di me…” (Gabriele, IIB)
“la cosa positiva è che c’erano molte ragazze molto e dico molto belle” (Tamer, IIB)
“53 gomme sotto il banco!!” (Matilde, IC)
“la cosa di andare a scuola di pomeriggio è stata abbastanza fica, però la scuola era brutta e qualcuno aveva scritto sul muro: Stefanuccio boia chiappe d’oro…” (Giulia R., IC)
“adesso sappiamo cosa ci aspetta dopo le medie…” (Irene, IC)
“mi sono sentita in qualche modo più grande” (Martina, IC)
“pensavo che i ragazzi più grandi di noi dovessero dare l’esempio e invece…” (Giulia C. IC)
“Nella mia pur breve permanenza al liceo mi sono accorta di quanto siamo simili ai liceali e quanto diversi. Loro sembravano noi più grandi. All’uscita gridavano, si spingevano, ridevano fra di loro, essenzialmente molto simili a noi. Invece osservando la lavagna c’erano i resti delle loro equazioni e sopra i cuoricini che aveva disegnato la professoressa di inglese per insegnarci una canzone…quest’immagine ha reso la differenza fra noi e loro più netta” (Margherita, IC)

Ah! E’ ovvio che il commento più ricorrente in tutte le testimonianze è stato: che bello, solo tre ore di scuola!

Febbraio 2, 2009

Prove di liceo

Per una decina di giorni (mercoledì 4 febbraio si rientra alla Bonghi) alunni e professori hanno respirato un’aria diversa, l’aria di un liceo…com’è stata l’esperienza? che sensazioni avete provato? che vi è passato per la testa?
Scrivetecelo a: lascuolasiamonoi@gmail.com

Gennaio 24, 2009

Lavori in corso

Cari utenti e care utente,
come certamente già saprete, la prossima settimana la nostra scuola sarà chiusa al fine di effettuare controlli sulla stabilità dell’edificio.
L’attività didattica non subirà però interruzioni, ma solo qualche disagio dovuto agli spostamenti presso altre scuole. Qualche giorno di pazienza per tutti: genitori, alunni, professori e collaboratori. Però tutti noi avremo nuovi argomenti di cui parlare (e sparlare)! A presto!

Gennaio 16, 2009

Awful, delicious or ordinary food? That is the question

Al suono della campanella delle 13.45 dall’interno della Bonghi proviene il classico rumore causato da una mandria di bufali impazziti. Il povero passante cerca riparo e si guarda smaniosamente in giro: dov’è l’orda barbarica? Non può sapere, l’ingenuo, che il tremendo suono è provocato da sette classi di alunni affamati che ingaggiano una vera e propria gara a chi arriva primo a mensa (i posti migliori sono limitati). Regolarmente, fra professori e ragazzi si scatena la lotta a chi urla più forte (alunno: madonnina mia, so’ stanco ‘na cifra – professore: zitti, ma a casa vostra vi comportate così? – alunno: ke figo il tuo nuovo iPod, qnt giga è? – professoressa Caffo: ma, insomma, che modi sono quèèsti? – alunno: Dio, ma hai visto il truzzetto ke si crede emo? – prof.: Io sono ESTERREFATTA, siete degli incivili!)
Fra questa confusione assurda si fanno spazio, eroiche, le inservienti, che servono stoicamente ai tavoli e che cercano di fronteggiare le molteplici e insistenti richieste dei ragazzi. E’ probabile che si stiano allenando per ottenere riconoscimenti olimpici nella seguente specialità: servire il budino nel bel mezzo di simpatiche ed edificanti lotte di lancio del cibo.

Alcuni dei protagonisti (Sofia D., Costanza e Febyanna, IIB) di questo circo perpetuo commentano:

“Il cibo non è il massimo e alcune inservienti sono poco disponibili. Servizio decisamente scadente”
“La mensa non mi piace perchè non cucinano piatti sfiziosi”
“Anche se il cibo non mi piace rimango a mensa perchè è divertente pranzare con i compagni”

Ma Francesco, alunno della IIC, replica:
“Alla mensa è tutto squisito, solo la minestra è meno buona, ma mangio anche quella “.

Dal canto nostro condividiamo tutto, affermazioni contrastanti comprese. Perché spesso succede che la mensa sia disastrosa o, a sorpresa, delicious!!
Sarebbe sicuramente bello poter mangiare come a casa (oh, sogno lontano, mia madre che mi tiene per mano. Citazione di una poesia di Natale che sicuramente avrete letto). Ma il pensiero di non poter stare insieme a pranzo… di dover rincasare prima ci fa rabbrividire… no no, noi (per ora) ci accontentiamo…

Hanno collaborato: Elena Ferrucci, Laura Prestigiacomo, Livia Solaro

Gennaio 15, 2009

La mia giornata tipo a scuola/Liliana

La mattina arrivo a scuola euforica ma ancora mezza addormentata. Sono felicissima di rivedere i miei compagni e li saluto con poderose pacche sulle spalle (sotto lo sguardo accigliato di quella seriosa di Livia). Però sono un po’ scocciata… cominciano subito le lezioni, senza darci molto tempo per parlare di quello che ci è successo nel tantissimo tempo in cui non ci siamo visti (ben un pomeriggio ed una notte!). Poi se alle prime ore abbiamo matematica… Uff!
Il prof. di per sé non è male, ma spiega così tanto! Insomma, faccio un po’ di fatica a rimanere attenta. Anche perché così sembra che il tempo non passi mai. Ma se abbiamo musica, educazione fisica o arte… Oddio, sono al settimo cielo. Adoro queste materie!!!!!
Se prendo un brutto voto sono triste ma in qualche modo felice, perché so che mi darà una forte spinta a migliorare; se prendo un bel voto invece sono felicissima!!!!!!!  
La ricreazione in cortile la adoro, è veramente divertente. Il luogo stesso del cortile mi piace, è così spazioso e largo!
Però quando esco da scuola sono felice, perché sei ore di lezioni un po’ mi stancano.
La mia prof. preferita è la Stolfi, ma a volte è troppo severa.
I compiti per casa non sono troppi, ma vorrei meno inglese e più italiano…
della scuola proprio non sopporto la mensa e i bagni.

Liliana Berti IIA

Gennaio 15, 2009

La mia giornata tipo a scuola/Marco

Appena entro in classe tremo al pensiero del mio ritardo… Perché io sono SEMPRE in ritardo…
E lo sguardo del prof. spesso mi trafigge assassino. Però finalmente rincontro i miei amici e ci possiamo fare una bella chiacchierata…
Adoro geografia, è la mia materia preferita (dopo la ricreazione, naturalmente!!!).
Matematica, musica e inglese, invece, mi piacciono di meno, non so neanche io perché. Ho l’illogica sensazione che i prof. di queste materie ce l’abbiano con me… lo so che non è vero, ma non posso fare a meno di essere diffidente.
Dopo i voti poco promettenti dell’anno scorso sto molto più attento, in classe. Mi sento piuttosto ribelle, forse uno dei meno docili della classe… ma certe volte mi sembra che il mondo intorno mi tarpi le ali.
Se ho buoni voti faccio “un salto di gioia”, ma non mi gaso come alcuni… rimango piuttosto con i piedi per terra. Secondo me la scuola potrebbe funzionare meglio (e cosa non potrebbe?), ma per fortuna nove persone su dieci sono simpatiche… fiuuuuuu!!!!!!!!

Marco Ciannella IIA

Gennaio 8, 2009

Happy New Year!

bigben Un altro anno inizia, con i buoni propositi di sempre…mangerò meno dolci, meno fritti, studierò di più, mi impegnerò in qualcosa di utile etc. etc.
Intanto nel mondo non succede niente di buono e gli auspici per il nuovo anno sono del tipo “speriamo sia meno peggio di quello che sembra”…
Fuori piove, a scuola fa un gran freddo e giugno è lontanissimo. Però siccome siamo degli inguaribili ottimisti vi auguriamo un sincero e caloroso buon anno!

Dicembre 12, 2008

Dei diritti dei piccoli

E’ molto tardi quando finalmente riusciamo a prendere la Metro. La pioggia sembra essere diminuita, ma a tradimento ricomincia più forte che mai. La fila costituita dalla IIA e dalla IIB prosegue a scatti. Avete mai notato che quando si esce non si riesce a tenere un passo costante? Finisce sempre che si corre o ci si ferma ad aspettare… è una di quelle costanti delle gite scolastiche. Un’ altra è che quasi sempre piove. Come se la nuvoletta di Fantozzi seguisse i poveri alunni. Alunni che, tutti ammassati nel vagone della Metro, cominciano ad avere caldo e a sudare. Finalmente si esce all’aperto… e, colpo di scena, abbiamo sbagliato fermata! La prof. Stolfi scambia occhiate confuse con il prof.Evangelista … mentre alcuni studenti della IIA sembrano già intenzionati a impegnarsi in una sanguinosa Guerra Civile: hanno SBAGLIATO!!!!! Ci hanno fatto uscire dalla parte sbagliata? Cioè, quelle scale infinite che abbiamo fatto in salita sono state inutili????

Ma con il solito sangue freddo molto british la prof. Caffo dirotta tutti per una stradina infangata e deserta. Con quali oscuri sensi abbiano poi i nostri ritrovato la strada giusta non ci è dato saperlo. Fatto sta che, poco dopo, eravamo di fronte al “Cinema dei Piccoli” e stavamo mangiando le nostre merende. In un raro momento di sereno abbiamo scattato qualche foto e il prof. Evangelista (ma come fa????) ha ritrovato degli occhiali rotti mooooolto “artistici” , dimostrando ancora una volta di avere una calamita incorporata per gli oggetti da discarica particolari. Finalmente entriamo e… Sorpresa! Pare che siamo in un “Guinness world record”. Ebbene sì, l’edizione uscita nel 2006 lo testimonia. Siamo nel più piccolo cinema del mondo!

Lo sapete come funziona un film? Vediamo 24 scatti in un secondo, così, utilizzando la “persistenza dell’immagine sulla retina”, quei geniacci dei tecnici sanno che noi non coglieremo altro che il movimento.

Ma voi non avete idea di tutte le tecniche utilizzate per i film (e, nel caso specifico, per i cortometraggi)… I filmati visti erano realizzati facendo tutti i rumori con la bocca, animando manichini di carta, plastilina etc., dipingendo su vetro, filmando e poi colorando la pellicola, con curiosi chiodi che proiettano ombre su sfondi bianchi… E, soprattutto, con la tecnica pixillation, la più comica e surreale. Eppure in alcuni cortometraggi non c’è niente da ridere… infatti si parla di discriminazione, bambini soldato, genitori che non riconoscono i talenti dei figli, razzismo. Spesso alleviano la tristezza la maestria della realizzazione e la particolarità dei colori. L’unico che ha lasciato, almeno in me, un senso di profondo disagio, è stato quello sul bambino soldato:

Figlio di contadini, gioca ad avere un fucile. Arrivano poi soldati e prendono lui ed il padre per la Guerra… ora le armi sono vere, e al bambino brillano gli occhi dall’orgoglio. Ma una volta in mezzo ai bombardamenti si ritrova spaesato e confuso; impaurito. Ad un tratto un uomo si mette fra lui ed il proiettile che lo stava per uccidere, morendo al suo posto: è il padre.

Solo allora il bambino cresce improvvisamente, e la sua infanzia lo abbandona per sempre.

Sembra tutto così lontano… Eppure succede ancora! I diritti dei bambini non sono rispettati ovunque, anzi. Il diritto più basilare, quello ad avere una nazionalità ed un nome, è spesso violato.

Ci siamo poi diretti alla Galleria Nazionale di Arte Moderna. Il nostro percorso era scelto in base al tema che ci interessava, i diritti dei bambini. Abbiamo visto dolore e miseria, ma anche amore e tenerezza. Perché è sempre così… nel mondo non è tutto bianco o tutto nero. Non potrebbe mai esserlo… il vero problema è che i due colori (vogliamo usare questa metafora, che mi piace tanto?) non sono mischiati, ma sono concentrati tutti insieme in punti distinti. E questo è molto brutto. Finito il nostro giro, nel quale abbiamo potuto notare tecniche ben diverse fra loro, la guida ci ha gentilmente “messo fuori dalla porta”, sostenendo che dentro faceva troppo caldo per noi e che era meglio il fresco di fuori (dove, peraltro, pioveva). Probabilmente stavamo facendo troppo chiasso… chi lo sa! Siamo tornati a scuola stanchi, con qualche souvenir e tante, tante cose a cui pensare.

Livia Solaro

Dicembre 10, 2008

Continuità: si inaugura la mostra ispirata a Bruno Munari

Sarà inaugurata domani, 11 dicembre 2008, in occasione della riunione fra i docenti della Scuola Media e i genitori dei bambini della Scuola Elementare, una mostra che esporrà i lavori dei ragazzi delle quinte elementari e delle prime medie. La realizzazione di tali opere, ispirate alle opere di Bruno Munari, è avvenuta dopo la visita alla mostra dell’artista all’Ara Pacis e alla Casina di Raffaello ed è stata organizzata dal prof. Evangelista e dalle insegnanti della Scuola Primaria.

Il motto dell’attività è lo stesso dell’artista che soleva ripetere “Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. Abbiamo fatto e capito insieme, scuola media ed elementare, all’insegna della continuità fra gli ordini di scuola.

La mostra, che si aprirà domani ai primi visitatori, durerà fino a gennaio e sarà visitabile in giornate e orari che saranno presto comunicati ad alunni e genitori. Grazie ai ragazzi, alle maestre delle quinte e al prof. Evangelista!

Dicembre 9, 2008

Matteo e la scuola: due opposti che si attraggono?

Matteo Catani, IIA, parla della scuola:
“Quando suona la campanella la prima emozione che provo è la gioia nel ritrovare gli amici. Sono molto positivo ma ad un brutto voto reagisco male: tengo il muso per un po’. Adoro geografia ed educazione fisica, non per simpatia verso i prof. (che per me sono tutti allo stesso livello) ma più che altro per la passione verso le materie stesse. Detesto invece scienze e storia. Ammetto comunque di essere un po’ affezionato alla prof. Stolfi: è la professoressa con la quale passiamo più tempo e quella che forse ci conosce meglio.

Quando prendo un buon voto sono felice ma comunque vedo gli errori e ripasso ciò che ho sbagliato…

Certe volte, durante le lezioni, mi distraggo un po’, ma ho così tante cose da dire… troppe!!!
Se mi rimproverano non me la prendo, ma generalmente cerco di non venir richiamato.

Gli esercizi che ci danno per casa non sono esageratamente difficili, anche se a volte sembrano veramente troppi!

La scuola come edificio, invece, mi sembra ampia e abbastanza accogliente e ha tantissime aule… l’unica nota stonata sono i vetri delle finestre che, come ha detto il prof. Franconi, sono veramente instabili. Per il resto sono decisamente soddisfatto della mia scuola!!”

Bene: Matteo a scuola non sta male. E questa è già una buona notizia. Ma cosa ne pensano gli altri ragazzi? Che cosa sono disposti a dire? A noi preme dire una cosa fondamentale: non scrivete sui muri! scrivete sul blog!