Perché?

Poteva essere una Pasqua felice e spensierata, fra gite fuori porta, scampagnate ed escursioni naturalistiche. Poteva essere una Pasqua tranquilla con parenti o amici, al mare o in montagna.
Poteva.
E’ stata invece una Pasqua mesta, con il pensiero costante a una tragedia vicina, ai morti sotto le macerie, a coloro che non hanno più una casa e chissà quando la riavranno.
Sono passati pochi anni dal terremoto di San Giuliano di Puglia, un’altra tragedia nazionale, il cui simbolo fu la scuola “Francesco Iovine”: 27 bambini e una maestra persero la vita sotto le macerie di un edificio scolastico costruito con approssimazione e superficialità. Allora il Presidente Berlusconi aveva promesso che non si sarebbero verificate più tragedie di questo tipo. Ma nel nostro Paese le esperienze non servono, e oggi ci ritroviamo a piangere le vittime di un altro terremoto, e ancora una volta il simbolo della tragedia è una struttura per studenti, la Casa dello studente di via XX Settembre, peraltro ristrutturata due anni fa.
Perché? Perché in questo Paese gli edifici scolastici sono così fatiscenti, perché le abitazioni per gli studenti sono costruite con materiali scadenti, perché la scuola paga sempre un prezzo così alto? E quante tragedie dovranno ancora succedere affinché quel “mai più” si realizzi davvero?


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